Blog ·
Mexicano vs Americano: quale formato per il torneo del tuo club?
Entrambi sono formati “tutti contro tutti, nessuno viene eliminato”; la differenza sta in come si formano le coppie. L’Americano fissa il sorteggio in anticipo, il Mexicano guarda la classifica dopo ogni turno. Quale funziona meglio dipende dal gruppo, e questo articolo ti aiuta a decidere.

Cosa hanno in comune
In entrambi i formati i giocatori gareggiano a titolo individuale, giocano con un compagno diverso e avversari diversi a ogni turno, ogni partita si gioca fino a un numero fisso di punti (16, 21, 24, 32) e ogni punto vinto va sul conto personale del giocatore. Il servizio ruota ogni 4 punti, il pareggio è possibile e alla fine vince chi ha più punti. I dettagli di queste regole comuni sono nella guida all’Americano. Entrambi i formati stanno anche nella stessa serata: quattro giocatori per campo, turni di circa 15–20 minuti e una classifica finale che tutti leggono al volo. L’unica differenza sta in una domanda: chi gioca con chi nel turno successivo? Sembra un dettaglio, ma cambia come vive la serata il giocatore più debole in campo e come la vive il più forte.
Americano: il sorteggio è fisso dall’inizio
Ai giocatori viene assegnato un numero e un calendario predefinito decide gli abbinamenti di ogni turno. Con 8 giocatori, in 7 turni ognuno fa coppia con tutti una volta. I risultati non influiscono sul calendario: che tu vinca molto o poco, i tuoi prossimi avversari sono già noti. Molti club stampano il calendario e lo appendono alla rete metallica prima della prima palla, e i giocatori cercano semplicemente il proprio numero all’inizio di ogni turno.
Punto di forza: equità e prevedibilità. Tutti giocano con le stesse persone lo stesso numero di volte; non esiste la lamentela “a me sono toccati sempre i forti”. Si può gestire su carta e, siccome nulla dipende dai risultati, un ritardatario o un punteggio dimenticato non manda mai in tilt il calendario.
Punto debole: in un gruppo con livelli molto diversi si ottengono partite sbilanciate. Se i due giocatori migliori finiscono nella stessa squadra, la partita finisce 20-4; siccome la classifica si basa sui punti vinti, questo taglia fuori dal torneo i giocatori della squadra più debole. Nell’arco di una serata il giocatore più forte può anche ritrovarsi con un vantaggio comodo solo perché il calendario gli ha capitato buoni compagni.
Mexicano: la classifica forma le coppie
Il primo turno è casuale. In tutti i turni successivi si usa la classifica corrente: 1º e 4º fanno coppia e giocano contro 2º e 3º; 5º–8º, 9º–12º e così via vengono raggruppati allo stesso modo. Questo bilancia la forza complessiva su ogni campo e mette sullo stesso campo giocatori di livello simile. Chi guida la classifica gioca sempre con il più debole del suo gruppo di quattro, quindi nessuno può approfittare a lungo di un compagno forte: per restare in vetta devi trascinare la tua squadra.
Punto di forza: in pochi turni i livelli si sistemano da soli; le partite diventano tirate e i finali 12-12 diventano frequenti. A fine serata tutti hanno giocato “nella propria lega”. Ideale per gruppi che si sono appena conosciuti e di cui non si conoscono i livelli, e per la serata aperta del club in cui si sono iscritti sia un principiante sia un ex giocatore da torneo.
Punto debole: siccome gli abbinamenti dipendono dai risultati, la fortuna del primo turno conta; chi perde la prima partita resta per un po’ sui campi bassi (anche se lì può raccogliere punti e risalire). È difficile da gestire a mano: dopo ogni turno devi calcolare la classifica e ricostruire i gruppi da 4; oltre i 12 giocatori gli errori su carta sono inevitabili, e ogni minuto passato a calcolare è un minuto in cui i campi restano vuoti.
A confronto
| Americano | Mexicano | |
|---|---|---|
| Abbinamenti | Calendario fisso in anticipo | Per classifica a ogni turno |
| Tutti fanno coppia con tutti? | Sì (con abbastanza turni) | Non garantito |
| Livelli molto diversi | Partite sbilanciate | Si bilancia da solo |
| Fortuna del primo turno | Nessun effetto | Conta per poco |
| Gestione su carta | Facile (fino a 8 giocatori) | Difficile |
| Mescolanza sociale | Massima | Dentro i gruppi di livello |
| Il vincitore si decide con | Punti totali | Punti totali |
Quale formato per quale gruppo?
- Un gruppo di amici, livelli simili, tutti devono mescolarsi: Americano. La mescolanza sociale è massima e nessuno può evitare nessuno; con 8 giocatori e 7 turni, a fine serata ognuno ha fatto coppia con tutti.
- Il torneo aperto del club, livelli sconosciuti, 12–24 giocatori: Mexicano. Si sistema da solo in due turni e il resto è divertimento; il campo più alto finisce per giocare un ultimo turno davvero competitivo, mentre quello più basso è altrettanto equilibrato.
- Un torneo con premi, in cui una classifica equa è essenziale: il calendario fisso dell’Americano riduce le lamentele; oppure gioca un Mexicano con un primo turno a teste di serie (l’organizzatore raggruppa in anticipo i giocatori per livello), che elimina quasi tutta la fortuna del primo turno.
- Troppi giocatori, pochi campi: in entrambi i formati qualcuno resta fuori un turno; nel Mexicano, scegliere chi riposa dalla parte bassa della classifica non altera l’equilibrio.
- Coppie fisse: Team Americano (coppie fisse, avversari a rotazione) o Team Mexicano (coppie fisse, avversari per classifica). Pratico per una serata di lega, o per coppie e compagni abituali che vogliono giocare insieme invece di essere separati.
Versioni ibride
Alcuni club giocano i primi due turni come Americano e poi passano al Mexicano: prima tutti si mescolano, poi i livelli si separano. Un’altra formula diffusa è “Mexicano, ma senza ripetere i compagni”: gli abbinamenti si fanno per classifica, ma i giocatori che hanno già fatto coppia non vengono riabbinati se si può evitare. Regole come queste non si gestiscono su carta; è un lavoro da app. Se provi un ibrido, comunica in anticipo ai giocatori quando avviene il passaggio, così nessuno ha la sensazione che il sorteggio sia cambiato a metà strada.
Punti e spareggi: uguali in entrambi i formati
La classifica si basa sui punti totali. In caso di parità: prima le partite vinte, poi la differenza punti, poi lo scontro diretto; se ancora pari, un singolo punto d’oro o il lancio della moneta. Annuncialo all’inizio del torneo; una regola di spareggio inventata al tavolo delle premiazioni è il modo più rapido per rovinare una serata altrimenti riuscita.
Nell’app
La modalità torneo arriva con tutti e quattro i formati pronti: Americano, Mexicano, Team Americano e Team Mexicano. Costruisce da sola gli abbinamenti del Mexicano alla fine di ogni turno, distribuisce in modo equo i giocatori che riposano, applica le regole di spareggio e gli spettatori seguono la classifica in diretta su scoresay.com/t/CODICE. L’organizzatore sceglie il traguardo di punti, la regola del servizio e il numero di premi mentre imposta il torneo, così le regole sono sullo schermo per tutti prima che inizi il primo turno.